Non c’è due senza tre. Dopo Milano e Roma il nostro Tour dedicato allo Smart Working approda a Napoli. Il conto alla rovescia è cominciato: Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely saranno in Campania il prossimo 8 novembre – negli spazi di RE WORK– per un’altra giornata di formazione, confronto e condivisione sulle tematiche legate al lavoro agile.

Mentre fervono i preparativi, proseguono le nostre interviste ai protagonisti del Tour. Oggi è la volta dell’avvocato Sergio Alberto Codella, da sempre appassionato di tematiche giuslavoristiche. Sergio Alberto fa parte dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners dove svolge attività sia di natura giudiziale sia consulenziale in favore di aziende e manager, affrontando questioni legate al mondo del lavoro e sindacale. Essendosi da subito interessato alle tematiche connesse allo Smart Working, visto anche come occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR, l’avvocato terrà uno speech che aiuterà i partecipanti a far chiarezza sul quadro normativo.

Il 2017 infatti verrà ricordato come l’anno della legge sullo Smart Working: ma quali sono tutele, diritti e garanzie?

In qualità di relatore Sergio Alberto sarà a disposizione durante lo Smart Working Day per sciogliere i dubbi e rispondere alle domande più comuni. Ma vediamo di conoscerlo meglio…

Avvocato con la passione per il digitale, unisci all’interesse per le tematiche giuslavoristiche quello per il mondo tecnologico.  Raccontaci brevemente qual è stato il percorso che ti ha portato a ricoprire il ruolo che ti appartiene oggi.

Mi dedico da sempre allo studio di tematiche giuslavoristiche e, contestualmente, sono affascinato dalle opportunità che il mondo del digitale può offrire in molti campi. Lo Smart Working è, per così dire, la coniugazione di questi due interessi in quanto unisce all’analisi giuridica del mondo del lavoro che sta cambiando l’utilizzo di strumenti informatici di ultima generazione. In quest’ambito, ho cercato di raccogliere le intuizioni e le necessità delle imprese e dei dipendenti per cercare di offrire modelli volti a soddisfare il più possibile le esigenze dei soggetti coinvolti.

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

Posso dire che è stato “lui” a cercarmi, nel senso che alcune aziende mi hanno chiesto di verificare la possibilità di definire un modo di lavorare più moderno e responsabile e sono state le stesse aziende a chiedermi di vagliare, sotto un profilo legale, la possibilità di implementare modelli di Smart Working. Devo dire che il lavoro agile mi ha, sin da principio, molto interessato anche perché sottintende un nuovo modo di svolgere le rispettive attività e che può premiare sia l’impresa sia il lavoratore.

Smart Working, un’occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR. Perché, a tuo avviso, questo nuovo modello riorganizzativo rappresenta un tassello fondamentale per il futuro professionale delle imprese o dei liberi professionisti?

Lo Smart Working è una valida risposta alle esigenze di flessibilizzazione del mondo del lavoro e delle stesse esigenze personali del dipendente. Di tutto ciò sembra essersi accorto lo stesso Legislatore tanto è vero che, nella Legge n. 81/2017, è stato espressamente puntualizzato che tale strumento è volto ad “agevolare” la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

“Nuove regole per lo Smart Working: un punto di svolta?” è il titolo del tuo intervento. Quali sono le tematiche toccate?

Effettivamente la Legge n. 81/2017 è un punto di svolta, perlomeno nel senso di offrire una disciplina “normativa” ad un fenomeno che era già presente in molte aziende, soprattutto quelle di medio-grandi dimensioni. Il testo di legge, infatti, affronta molte tematiche che sono state “storicamente” critiche per il lavoro agile. Penso, ad esempio, a quelle relative alle modalità di controllo dei lavoratori e alle modalità di pattuizione delle condizioni contrattuali sul lavoro agile.

Se di lavoro agile si parla, l’Italia è fanalino di coda dell’Europa. Ora che lo Smart Working è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

Rispetto a qualche anno fa si respira certamente un’aria diversa. A conferma di ciò, sempre più spesso, modelli di lavoro agile in principio adottati in via “sperimentale” sono stati resi organici dalle aziende  che hanno ben inteso i vantaggi di una struttura organizzativa “smart” che comporta, nella massima parte dei casi, un miglioramento dei rendimenti e della produttività. Vi sono poi sempre più aziende che, fino ad ora, non si erano interessate al lavoro agile e che, oggi, stanno invece mostrando un interesse sempre maggiore a tale fenomeno. Nel 2018 mi aspetto, infatti, un significativo aumento delle esperienze di lavoro agile.

Luci ed ombre della normativa, quali sono – se ci sono –  le contraddizioni più evidenti?

La normativa è entrata in vigore da pochi mesi e, quindi, è ancora presto per fare bilanci. Vi sono molte luci, in quanto vi è il tentativo di offrire “certezza”  sul contenuto dei diritti, ma anche degli obblighi, dei lavoratori in regime di Smart Working. Il giudizio, quindi, non può che essere positivo, ovviamente sussistono ancora alcune “ombre” che riguardano, soprattutto, i profili applicativi della legge e quali siano le condizioni più opportune da inserire nell’accordo individuale che deve intercorrere tra lavoratore e datore di lavoro per potere implementare una modalità di lavoro agile.

In base anche all’esperienza vissuta durante lo Smart Working Day di Roma, quali sono le richieste di chiarimento più comuni da parte dei professionisti, i dubbi, le incertezze che hanno impedito fino ad ora un più significativo sviluppo del lavoro agile? 

Devo dire che le incertezze sono ancora molte e riguardano, ad esempio, il ruolo dell’autonomia collettiva oppure la possibilità di perdere il “controllo” dei lavoratori. In realtà, è emerso che anche molti dipendenti sono, in alcuni casi, piuttosto scettici sul lavoro agile perché temono di essere isolati.

Anche il tema della sicurezza sul lavoro sembra molto sentito, un argomento delicato…

E’ certamente uno dei temi più delicati, ma la Legge n. 81/2017 ha cercato di offrire alcuni chiarimenti ed è intervenuta sulla questione, anche se, sul punto, la giurisprudenza avrà certamente un ruolo centrale per chiarire quali siano gli effettivi perimetri di tutela.

Una sfida, un’opportunità, una rivoluzione culturale, il ribaltamento degli schemi. Cos’ è lo Smart Working per te?

Lo Smart working è un’occasione di riforma delle strutture organizzative aziendali e un’opportunità di miglioramento della qualità di vita per i lavoratori. Vi sono, come sempre accade, delle “paure”  legate soprattutto al timore del cambiamento, ma superare queste incertezze è una soluzione per promuovere lo sviluppo e l’innovazione nel mondo del lavoro.

Questa è solo una piccola anticipazione di tutti gli argomenti che verranno sviscerati durante lo Smart Working Day di Napoli. Ringraziamo l’avvocato per il tempo ed i contenuti che ci ha regalato e vi diamo appuntamento alla prossima tappa del Tour!

Per conoscere le altre date in Italia ed iscriversi: www.smartworkingday.it 

Vi aspettiamo!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti