Gli eventi per le aziende espressione del popolo e replicabili come l’arte popolare di Andy Warhol

In questi giorni è stata inaugurata a Roma, al Complesso del Vittoriano, un’esposizione interamente dedicata ad Andy Warhol, con oltre 170 opere. E noi di Inside Factory non potevamo non andare a vederla! Il legame di Inside Factory con l’artista che ha rivoluzionato i concetti di arte e di marketing è forte, a partire dal nome.

Inside Factory e “The Factory”

Forse alcuni di voi ancora non sanno che Inside Factory è stata così battezzata, in onore ad Andy Warhol. La parola Factory infatti, vuole proprio richiamare “The Factory” nata nel 1963 sulla East 47th street, a New York naturalmente. Un luogo fisico del tutto straordinario: le pareti dipinte d’argento e ricoperte di carta stagnola. La produzione di oltre cinquecento film non convenzionali, destrutturati. Ma soprattutto il via vai di poeti, celebrità e avanguardisti che facevano il loro pellegrinaggio alla mecca dell’arte contemporanea. The Factory era soprattutto la conflagrazione di figure diverse ma mosse da un desiderio comunque: fare qualcosa di innovativo e di bello. Il team è la forza, un team eterogeneo ma accomunato dalla sensibilità “artistica”. E la stessa cosa vale per noi di Inside Factory. Siamo professionisti diversi, collocati non solo geograficamente in posti lontani. Abbiamo competenze, esperienze e approcci del tutto differenti fra loro. Ma un’unica mission condivisa: creare eventi di qualità, che vadano incontro alle esigenze di chi ne beneficia e soprattutto che sappiano lasciare quel quid di emozione in più.

L’eredità di Warhol nel mondo degli eventi e nel lavoro di Inside Factory

Dietro l’arte “popolare” di Warhol, c’è una ricerca concettuale oltre che estetica importante. Innanzitutto ascolto del mercato, inteso proprio come le persone “normali”, il popolo ispirazione appunto di un’arte popolare. L’arte diviene quindi business in risposta alla domanda di mercato. La prospettiva è ribaltata, un nuovo modello di arte che risponde ai bisogni della società e in questo senso diviene infinitamente replicabile.

È di questo paradigma che si vuole fare erede Inside Factory.

Una visione non convenzionale del business, che parte proprio come Warhol, dal recepire le richieste e interpretare i bisogni della società e delle aziende. Inside Factory è innanzitutto un team di persone aperte all’ascolto che, attraverso la propria sensibilità, sono in grado di reinterpretare in emozioni, le richieste del mercato. Inside Factory un incubatore di idee in cui si creano format su misura per le aziende, ma con processi e metodi che siano replicabili in contesti e modalità differenti. La produzione “in serie” di modelli di successo esteticamente valevoli che, al contrario di quanto diceva Sukenick appunto sulla Marylin di Warhol, mantengono delle emozioni.

Questo vuole essere Inside Factory, la produzione di Eventi (Events), accessibili e replicabili (Marketing) ma senza trascurare la pancia e il sentimento delle persone (Emotions).

Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte. AW

Questo è quello che facciamo, giorno dopo giorno. La nostra arte, gli eventi POP.