Mi presento: sono Desiree.

Trovare a doversi raccontare non è di certo facile, soprattutto per chi è sempre stata un po’ nelle retrovie, per scelta o per occasione. Ma con Inside Factory questo non è possibile, bisogna esporsi, mettersi in discussione. E allora sono Desiree Ciampa: è di questo che vi parlerò, primariamente.

Agile, almeno nel lavoro!

Collaboro con Inside Factory come smart worker e, come hanno già raccontato le mie colleghe Claudia e Giovanna – insomma, concedetemi un linguaggio un po’ informale – è una figata pazzesca! Non mancano i momenti di terrore puro, quando ti trovi a fare le call e stili la lista delle cose da fare. E allora chiedi, ingenuamente, “Per quando?” e l’immancabile Samuel risponde “Per ieri”… no, insomma, è anche simpatico, talvolta! Scherzi a parte, questa modalità di lavoro è sfidante e gratificante allo stesso tempo: gratificante perché puoi gestirti, scegliere, organizzi le tue risorse di tempo, cognitive ed emotive come meglio credi. Sfidante perché devi essere sul pezzo, rispondere alle richieste, non perderti e stare al passo. Organizzare il proprio carico di lavoro non è facile e da ex dipendente, seppur estremamente diligente, posso dire che quando sei tu, la pressione è ben diversa.

Desiree ieri.

Ho studiato Economia e Management delle Istituzioni Internazionali alla Bocconi. Ho vinto un concorso per una doppia laurea a Sciences-Po e ho quindi conseguito un Master in Affari Europei. Volevo cambiare il mondo, in pratica, ma ho fatto una scelta di pancia o di cuore, che per quanto mi riguarda sono la stessa cosa. Sono rimasta in Italia. Ero Account in una società di Consulenza quando la vita mi ha messo di fronte a una sfida personale enorme e ho deciso di mollare tutto e tornare nella città dov’ero cresciuta: Rimini.

E oggi…

Che fare, quindi? Il mercato del lavoro, almeno a Rimini, non era pronto ad accogliermi stile figliol prodigo, anzi: ero solo una over trenta in età da marito e peggio da figli, fuori dall’apprendistato, troppo costosa e troppo competente per essere una figura junior. Lì è iniziata la mia nuova vita. Ho sempre letto molto e amato scribacchiare e qualcuno, cui sarò sempre grata, mi ha chiesto se avevo voglia di cominciare a scrivere qualcosa per il Web. Contenuti, inizialmente; poi SEO, Web Design, PPC e Social Media Marketing, un lungo percorso di formazione per provare vagamente a diventare una Marketer. Un percorso appena iniziato e che spero durerà a lungo.

Se c’è una cosa che posso dire di essere, su tutto, è una learner – scusate l’inglesismo ma in italiano suonava proprio male! Non ho grandi doti, se non quella di imparare e amo farlo. Ne ho fatto un po’ la mia filosofia di vita: lo scopo ultimo è la conoscenza come strumento di evoluzione par excellence.

L’incontro con Inside Factory

E’ a questo punto che avviene l’incontro con Inside Factory, una collaborazione in divenire che ricomprende aspetti relativi alla Comunicazione e all’organizzazione Eventi. Un progetto giovane, cui partecipo da smart worker, cosa che mi permette di continuare a far fronte agli impegni personali che mi hanno riportato a Rimini.

i want you

Ma non è questo o non solo, per cui sceglierei altre cento, mille volte Inside Factory.

E’ la sfida, quotidiana e persistente.
E’ l’incontro, lo scontro più spesso, con richieste che prima facie paiono improbabili, ma si rivelano, poi, possibili.
E’ quella sensazione di essere costantemente di fronte ad un poster gigante dello zio Sam che ti fissa e ti dice “I want you”.

Inside Factory è una realtà fondata e portata avanti da menti giovani e chiunque salga sul carro è tenuto a dare il suo contributo. “Ognuno per le sue competenze, che c’è di strano?” direte voi. Il lato singolare sta veramente in questo: non importa se sai fare una cosa, se mai l’hai fatta. La fai. Perché se la fanno gli altri, puoi farla anche tu. Perché c’è sempre un team di persone a cui chiedere un consiglio, con cui confrontarsi e da cui ricevere feedback e suggerimenti chiave. E soprattutto, perché se fai un errore, potrai correggerti.

“Do not be embarrassed by your failures. Learn from them and start again. Making mistakes and experiencing setbacks is part of the DNA of every successful entrepreneur, and I am no exception.” Richard Branson

Siamo tutti imprenditori di noi stessi ma solo chi accetta i propri fallimenti può fare di se stesso, una persona di successo. Questo ho imparato in questi ultimi anni, questo è quello che mi trasmette quotidianamente la collaborazione con Inside Factory.

Nessuna pietà per chi non prova, nessun disonore per chi sbaglia.

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