Smart Working Day Treviso, il nostro report!

Smart Working Day Treviso, il nostro report!

La location scelta per la quarta tappa del nostro tour sposa perfettamente lo spirito dell’evento. Siamo alla H-FARM, una delle realtà più conosciute nell’ecosistema delle startup italiane. Una fattoria diversa da tutte le altre fattorie italiane dove si produce innovazione e si creano nuovi modelli di impresa. La prima iniziativa al mondo che, in un’unica struttura, mette assieme incubazione e accelerazione per le startup e aiuta le imprese tradizionali a trasformarsi in un’ottica digitale.

 

Il contesto ideale per parlare di Smart Working, fornire esempi concreti ed approfondimenti pratici utili all’applicazione di un nuovo modello per fare business.

Nell’aria si respira il profumo di futuro, innovazione, creatività. H-Farm infatti da 13 anni si impegna a supportare i giovani nella creazione di nuovi modelli di impresa, a guidare la trasformazione digitale delle aziende e a formare le giovani generazioni. Ed eccoci qua, anche noi pronti a partire con la nostra giornata dedicata al lavoro agile tra benefici, vantaggi ed opportunità.

Ad aprire i lavori l’introduzione a cura di Martina Giacomelli, Marketing & Sales Manager Inside Factory, una panoramica completa sul tema: in Smart Working: a “disruptive” way of work, sono stati illustrati numeri e dati del fenomeno Smart Woking in Italia prendendo spunto dalle recenti analisi condotte dall’Osservatorio del Politecnico di Milano. Come di consueto, Andrea Solimene, Ceo & Cofounder di Seedble ha dato il benvenuto alla platea (vedere la sala gremita ci ha dato una carica pazzesca!) con lo speech Smart Working: lusso o sopravvivenza?, una domanda che ha di fatto acceso il dibattito. Dopo la Speech Session a cura dei vendor abbiamo riproposto – raccogliendo l’interesse dei partecipanti- lo spazio del Salotto Live, con i case histories di Arianna Franceschini, People Care & Compensation Supervisor di Benetton e di Federico Lagni, Fondatore e CEO di AreaNetworking.it e di Tesla Club Italy. Un vero “duello”, dove partendo dal tema comune dello Smart Working, ognuno degli ospiti ha raccontato come è riuscito ad implementarlo, come questo abbia migliorato gli aspetti della propria vita lavorativa e come abbia influenzato positivamente sulla ricerca di un worklife balance che oggi non rappresenta più un’utopia.

Da una parte l’esperienza della grande azienda che ha con successo sperimentato il modello del lavoro agile al proprio interno, dall’altra un libero professionista, Smart Working addicted, che da sempre lavora proficuamente ovunque ci sia connettività.

Il confronto a colpi di domande è andato avanti fino alle 12,15…prima del light lunch nella suggestiva serra di H-FARM abbiamo fatto un salto virtuale fino in Costarica. Dall’altra parte del mondo ad aspettarci c’era Giovanni Battista Pozza, CEO di Be Happy Remotely  per un collegamento live ed un’esperienza reale di “remote working”. Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto? L’intervento in streaming ha catturato l’interesse di tutti con una lunga serie di domande “attraverso lo schermo” che hanno reso lo spazio di dibattito vivo e frizzante.

Non sono mancate all’appello Giada Susca e Valentina Marini arrivate a Treviso per condividere con i partecipanti “pillole” di Educazione Digitale e per presentare il progetto di #GalateoLinkedIn.

Cosa succede se l’azienda per la quale lavori sceglie proprio te per entrare a far parte di un progetto di Smart Working?Come affrontare questo passaggio? Lo ha raccontato Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, con una serie di consigli e tools su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker. Un coffee break per spezzare il ritmo e fare networking e poi ancora un approfondimento, questa volta dal punto di vista legale e giuridico con l’avvocato Sergio Alberto Codella: la nuova normativa rappresenterà un punto di svolta?

Saluti, foto ricordo e consegna degli attestati: il team è entusiasta e carico di euforia per volare alla volta di Catania. Dalla Sicilia si conclude così, la prima edizione dello Smart Working Day Tour!

 

Ylenia Cecchetti

15 consigli per una Leadership da Gladiatore

15 consigli per una Leadership da Gladiatore

Che cos’è la Leadership?

 

Prima di appassionarmi a questa materia, devo dire che non avevo una chiara idea del vero significato di Leadership, quello che ricordo è che quando pensavo a un Leader mi veniva in mente il film Il Gladiatore con la figura di Commodo (figlio di Marco Aurelio) interpretato da Joaquin Phoenix, personaggio con una certa autorità a cui tutti dovevano riportare i compiti da lui assegnati. Questo perché? Probabilmente perché nell’immaginario comune il Leader può essere semplificato come una figura autoritaria alla quale per niente al mondo é possibile richiedere aiuto, semmai perdono per gli obiettivi non raggiunti. Lo immaginavo come colui che indica la strada che devi percorrere, non quello che la percorre con te.

 

Nel tempo ho compreso che mi sbagliavo, e che il valore della parola Leadership si cela dietro un algoritmo di strategia e rispetto. Ho capito che dietro la parola leader non c’è la parola autorità, c’è la parola abilità; e che il leader non è un accentratore ma é colui che di natura sta al centro.

Di conseguenza capii che Maximus, Generale delle legioni Felix, interpretato da Russell Crowe, era un vero Leader!

 

Nelle sue battaglie, aveva uno scopo ben chiaro, ma riusciva a rendere partecipe della propria causa tutti coloro che gli stavano attorno. Non affrontava mai le sue battaglie dietro l’esercito, ma al loro fianco!

La sua fama, parliamo sempre del film, fu così grande proprio perché era in grado di trasmettere i valori della sua causa in maniera sincera al suo popolo, che non soltanto arrivava a sposare a pieno i suoi obiettivi ma addirittura si sentiva coinvolto emotivamente nell’affiancarlo.

 

Sicuramente ti starai dicendo: ok, ma questo come è possibile applicarlo nel Business?

Beh, non è cosa semplice, prima di riuscirci è necessario sbagliare così tante volte al punto di mettere in discussione la tua capacità di Leader. Solo dopo sarà tutto più chiaro.

 

Tanto per iniziare ecco quelle che sono secondo il mio punto di vista delle piccole regole:

 

  1. Come prima regola crea un gruppo nel quale tu sia partecipe, ma cerca di creare un ambiente armonico, dove ognuno dei componenti possa sentirsi al sicuro e non minacciato.

 

  1. Rendi un obbiettivo comune e parla al plurale.

 

  1. Tutti devono essere allo stesso livello.

 

  1. Mettiti sempre in discussione. Se un collaboratore sbaglia analizza bene tutto il processo, ascolta, senza criticare, la persona che ha commesso lo sbaglio. Vedrai che nella maggior parte dei casi sarà una conseguenza di un tuo errore.

 

  1. Non esiste lo sbaglio del singolo ma di gruppo. Quindi è interesse e impegno di tutti essere uno di supporto all’altro.

 

  1. Non dare ordini ma racconta, in maniera coinvolgente, lo scopo. Questo spiegando il perché svolgere determinate attività e quali risultati ne conseguiranno.

 

  1. Cerca di mettere in condizione ogni singolo componente di prendere iniziative assumendo tutte le attività di competenza.

 

  1. Rompi ogni schema mentale.

 

  1. Festeggia! Quando lo scopo comune raggiunge gli obiettivi prefissati festeggia con tutto il tuo Team.

 

  1. Renditi sempre disponibile. Devi essere una risorsa per tutti affiancando il lavoro dei tuoi collaboratori. Per riuscire in questo è necessario mettere a suo agio ogni singolo collaboratore.

 

  1. Fai capire a tutti i collaboratori che “chiedere aiuto” non è segno di debolezza, ma di forza. Significa prendere a cuore le attività e desiderare che siano eseguite bene.

 

  1. Non tradire mai la loro fiducia.

 

  1. Sii propositivo e seppellisci la negatività. Per fare questo devi sorridere: perché le persone che sorridono trasmettono positività, ognuno di noi è attratto dalla positività/felicità perché essa è contagiosa.

 

  1. Allena la tua capacità di Problem Solving. Diventa il punto di riferimento per coloro che si trovano in difficoltà.

 

  1. E per finire la cosa più importante: ascolta. Non immagini quante cose è possibile imparare sapendo ascoltare.

 

Ok, adesso sono pronto alle obiezioni. Sono convinto che la voce fuori campo del film che ti stai facendo dice “tanto tutto questo non sarà possibile applicarlo nel mio ufficio/azienda..”…

 

Mettimi alla prova! Sono aperto a tutte le sfide

 

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Smart Working Day Napoli: il diario di bordo

Smart Working Day Napoli: il diario di bordo

Napoli, 8 novembre 2017: siamo nel cuore del Centro Direzionale della città partenopea e dopo quasi 48 ore ininterrotte di pioggia battente torna il sereno. Che sia un segnale? Di sicuro è di buon auspicio! Il sole scalda di nuovo Napoli e illumina il RE.WORK regalandoci la giusta carica per rimetterci in moto ed affrontare la terza tappa dello Smart Working Day Tour.

C’è frenesia, movimento, entusiasmo e determinazione, è tutto pronto. Gli ospiti sono arrivati, i partecipanti (abbiamo superato le 250 registrazioni) hanno preso posto, i relatori sono nel “backstage”. Si respira adrenalina allo stato puro. Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely danno il benvenuto alla platea in una location che si sposa perfettamente con lo spirito smart dell’evento. Freelancers, rappresentanti di piccole e medie imprese, professionisti e manager aziendali, tutti in un ambiente di coworking creativo ed “intelligente” per scoprire le mille declinazioni del lavoro agile.

Lo Smart Working non si dice, si fa. Ma come? Siamo partiti “dando i numeri”, riprendendo i dati più rilevanti presentati di recente dall’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano. L’intervento intitolato “Smart Working: a disruptive way of work“ a cura di Martina Giacomelli, Marketing & Sales Manager Inside Factory ha messo in evidenza alcuni fattori importanti: in Italia ci sono circa 305mila smart workers, circa l’8% dei lavoratori italiani. Di questi, una gran parte lavora nelle grandi corporate che, nel 35% dei casi possiede già un progetto strutturato di Smart Working, contro il 7% delle PMI e il 5% delle P.A. 

Si viaggi a velocità diverse. Perchè? Quali sono luci ed ombre di questo nuovo approccio al lavoro? E soprattutto, lo Smart Working rappresenta un lusso o una sopravvivenza? Lo ha spiegato Andrea Solimene, Ceo & Cofounder di Seedble per lasciare poi spazio al Salotto Live. Il confronto a più voci ha raccolto i case histories di Enrico Martines, HR Manager Italy Social Innovation di HP Enterprise, di Luisa Errichiello  e Tommasina Pianese, specializzate in Smart Working e ricercatrici dell’IRISS, Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo. Facendo riferimento ai casi aziendali approfonditi dalle studiose è stata riportata l’esperienza, la percezione degli smart workers che hanno vissuto in prima persona il cambiamento. Si è parlato dei fattori emersi come particolarmente critici sia rispetto alla fase di adozione che a quella di implementazione dello Smart Working, di come la flessibilità e la distanza degli smart workers dal capo e dall’organizzazione abbiano rimesso in discussione i tradizionali modelli di gestione dei lavoratori basati sulla visibilità e prossimità fisica.

E poi un focus sulle esperienze di Smart Working in Hewlett Packard Enterprise, la necessità di considerare questo nuovo modello di business più come un approccio filosofico che come una organizzazione di tecnologie. Il sottile filo tra l’essere Smart Worker e l’ essere sempre on line. “Essere smart vuol dire ogni tanto mettere in telefono in modalità aereo!”. 

Ancora Salotto Live con Vincenzo Esposito di Assintel e Antonio Savarese, Project Manager in Enel Italia. E’ stato condiviso il percorso d’eccellenza intrapreso da Enel verso un piano di lavoro agile che ha coinvolto ad oggi 7mila dipendenti.

Per non farci mancare niente e vivere un’esperienza live di Smart Working estremo abbiamo incluso un collegamento col Costarica dove  Giovanni Battista Pozza, in perfetto stile “nomade digitale” ha spiegato come un team può essere produttivo e collaborativo da remoto.

Mentre Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, ha fornito una serie di consigli e tools su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker, Giada Susca e Valentina Marini hanno tenuto una “lezione” di Educazione Digitale presentando il progetto di #GalateoLinkedIn.

La chiusura è stata affidata all’avvocato giuslavorista Sergio Alberto Codella, con un workshop incentrato sul testo normativo.

Un grazie speciale agli sponsor che anche in questa tappa hanno scelto di sostenerci.

 

Per iscrizioni alle prossime tappe:

14 novembre, Treviso

29 novembre, Catania

…E per chi se li fosse persi, riproponiamo la gallery della giornata ed il servizio completo che Il Denaro.it  ha dedicato all’evento, intervistando i protagonisti del Salotto Live, i relatori e gli organizzatori. Una sintesi perfetta di contenuti ed emozioni.

Buona visione!

Smart Working Day 2017, nel lavoro “agile” il futuro delle imprese (VIDEO)

 

Aspettando lo Smart Working Day di Napoli: intervista a Sergio Alberto Codella

Aspettando lo Smart Working Day di Napoli: intervista a Sergio Alberto Codella

Non c’è due senza tre. Dopo Milano e Roma il nostro Tour dedicato allo Smart Working approda a Napoli. Il conto alla rovescia è cominciato: Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely saranno in Campania il prossimo 8 novembre – negli spazi di RE WORK– per un’altra giornata di formazione, confronto e condivisione sulle tematiche legate al lavoro agile.

Mentre fervono i preparativi, proseguono le nostre interviste ai protagonisti del Tour. Oggi è la volta dell’avvocato Sergio Alberto Codella, da sempre appassionato di tematiche giuslavoristiche. Sergio Alberto fa parte dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners dove svolge attività sia di natura giudiziale sia consulenziale in favore di aziende e manager, affrontando questioni legate al mondo del lavoro e sindacale. Essendosi da subito interessato alle tematiche connesse allo Smart Working, visto anche come occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR, l’avvocato terrà uno speech che aiuterà i partecipanti a far chiarezza sul quadro normativo.

Il 2017 infatti verrà ricordato come l’anno della legge sullo Smart Working: ma quali sono tutele, diritti e garanzie?

In qualità di relatore Sergio Alberto sarà a disposizione durante lo Smart Working Day per sciogliere i dubbi e rispondere alle domande più comuni. Ma vediamo di conoscerlo meglio…

Avvocato con la passione per il digitale, unisci all’interesse per le tematiche giuslavoristiche quello per il mondo tecnologico.  Raccontaci brevemente qual è stato il percorso che ti ha portato a ricoprire il ruolo che ti appartiene oggi.

Mi dedico da sempre allo studio di tematiche giuslavoristiche e, contestualmente, sono affascinato dalle opportunità che il mondo del digitale può offrire in molti campi. Lo Smart Working è, per così dire, la coniugazione di questi due interessi in quanto unisce all’analisi giuridica del mondo del lavoro che sta cambiando l’utilizzo di strumenti informatici di ultima generazione. In quest’ambito, ho cercato di raccogliere le intuizioni e le necessità delle imprese e dei dipendenti per cercare di offrire modelli volti a soddisfare il più possibile le esigenze dei soggetti coinvolti.

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

Posso dire che è stato “lui” a cercarmi, nel senso che alcune aziende mi hanno chiesto di verificare la possibilità di definire un modo di lavorare più moderno e responsabile e sono state le stesse aziende a chiedermi di vagliare, sotto un profilo legale, la possibilità di implementare modelli di Smart Working. Devo dire che il lavoro agile mi ha, sin da principio, molto interessato anche perché sottintende un nuovo modo di svolgere le rispettive attività e che può premiare sia l’impresa sia il lavoratore.

Smart Working, un’occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR. Perché, a tuo avviso, questo nuovo modello riorganizzativo rappresenta un tassello fondamentale per il futuro professionale delle imprese o dei liberi professionisti?

Lo Smart Working è una valida risposta alle esigenze di flessibilizzazione del mondo del lavoro e delle stesse esigenze personali del dipendente. Di tutto ciò sembra essersi accorto lo stesso Legislatore tanto è vero che, nella Legge n. 81/2017, è stato espressamente puntualizzato che tale strumento è volto ad “agevolare” la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

“Nuove regole per lo Smart Working: un punto di svolta?” è il titolo del tuo intervento. Quali sono le tematiche toccate?

Effettivamente la Legge n. 81/2017 è un punto di svolta, perlomeno nel senso di offrire una disciplina “normativa” ad un fenomeno che era già presente in molte aziende, soprattutto quelle di medio-grandi dimensioni. Il testo di legge, infatti, affronta molte tematiche che sono state “storicamente” critiche per il lavoro agile. Penso, ad esempio, a quelle relative alle modalità di controllo dei lavoratori e alle modalità di pattuizione delle condizioni contrattuali sul lavoro agile.

Se di lavoro agile si parla, l’Italia è fanalino di coda dell’Europa. Ora che lo Smart Working è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

Rispetto a qualche anno fa si respira certamente un’aria diversa. A conferma di ciò, sempre più spesso, modelli di lavoro agile in principio adottati in via “sperimentale” sono stati resi organici dalle aziende  che hanno ben inteso i vantaggi di una struttura organizzativa “smart” che comporta, nella massima parte dei casi, un miglioramento dei rendimenti e della produttività. Vi sono poi sempre più aziende che, fino ad ora, non si erano interessate al lavoro agile e che, oggi, stanno invece mostrando un interesse sempre maggiore a tale fenomeno. Nel 2018 mi aspetto, infatti, un significativo aumento delle esperienze di lavoro agile.

Luci ed ombre della normativa, quali sono – se ci sono –  le contraddizioni più evidenti?

La normativa è entrata in vigore da pochi mesi e, quindi, è ancora presto per fare bilanci. Vi sono molte luci, in quanto vi è il tentativo di offrire “certezza”  sul contenuto dei diritti, ma anche degli obblighi, dei lavoratori in regime di Smart Working. Il giudizio, quindi, non può che essere positivo, ovviamente sussistono ancora alcune “ombre” che riguardano, soprattutto, i profili applicativi della legge e quali siano le condizioni più opportune da inserire nell’accordo individuale che deve intercorrere tra lavoratore e datore di lavoro per potere implementare una modalità di lavoro agile.

In base anche all’esperienza vissuta durante lo Smart Working Day di Roma, quali sono le richieste di chiarimento più comuni da parte dei professionisti, i dubbi, le incertezze che hanno impedito fino ad ora un più significativo sviluppo del lavoro agile? 

Devo dire che le incertezze sono ancora molte e riguardano, ad esempio, il ruolo dell’autonomia collettiva oppure la possibilità di perdere il “controllo” dei lavoratori. In realtà, è emerso che anche molti dipendenti sono, in alcuni casi, piuttosto scettici sul lavoro agile perché temono di essere isolati.

Anche il tema della sicurezza sul lavoro sembra molto sentito, un argomento delicato…

E’ certamente uno dei temi più delicati, ma la Legge n. 81/2017 ha cercato di offrire alcuni chiarimenti ed è intervenuta sulla questione, anche se, sul punto, la giurisprudenza avrà certamente un ruolo centrale per chiarire quali siano gli effettivi perimetri di tutela.

Una sfida, un’opportunità, una rivoluzione culturale, il ribaltamento degli schemi. Cos’ è lo Smart Working per te?

Lo Smart working è un’occasione di riforma delle strutture organizzative aziendali e un’opportunità di miglioramento della qualità di vita per i lavoratori. Vi sono, come sempre accade, delle “paure”  legate soprattutto al timore del cambiamento, ma superare queste incertezze è una soluzione per promuovere lo sviluppo e l’innovazione nel mondo del lavoro.

Questa è solo una piccola anticipazione di tutti gli argomenti che verranno sviscerati durante lo Smart Working Day di Napoli. Ringraziamo l’avvocato per il tempo ed i contenuti che ci ha regalato e vi diamo appuntamento alla prossima tappa del Tour!

Per conoscere le altre date in Italia ed iscriversi: www.smartworkingday.it 

Vi aspettiamo!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti

NextParty 2017, insieme come una vera brigata

Ce l’abbiamo del dna. E’ un elemento distintivo, il nostro valore aggiunto. Quel tocco di colore che rende unica ogni nostra nuova avventura lavorativa. E’ lo spirito con cui ci approcciamo all’evento che stiamo per realizzare o al corso che stiamo per organizzare. In due parole è l’Inside Moment, quel momento di coinvolgimento totale pensato per creare unità, coesione, gioco di squadra. Per condividere, scattare una foto che possa restare impressa nel tempo. Ed è su quel momento che ci concentriamo quando ci troviamo davanti ad una nuova sfida: organizzare una Convention aziendale, per esempio.

Lo facciamo con la passione che ci contraddistingue da sempre, con l’esperienza maturata nel tempo, con uno sguardo sempre attento alle esigenze e ai desideri del cliente. Ma soprattutto senza perdere di vista l’emozione.

Come nasce un’idea? Da dove cominciare, da dove prendere spunto per coinvolgere, emozionare, innovare e rendere originale il “solito meeting aziendale annuale? L’idea alla base è rivoluzione. E anche quest’anno ci siamo dati da fare per rivoluzionare il NextParty, la Convention promossa da Nextmedia, azienda leader nella distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia.

La Convention è un momento cruciale per ogni azienda che si rispetti. E’ una giornata impegnativa, di formazione, informazione ma anche svago, che vede riunito tutto il team aziendale, i clienti, i partner storici e potenziali. Un momento strategico in cui si fanno bilanci e si condividono progetti per il futuro. E siccome la cornice rende il quadro più bello, per raccontarsi e raccontare la vision del proprio brand ci vuole una location fuori dagli schemi. Insolita. Extra-ordinaria. Un tema d’impatto. Per l’edizione 2017 del NextParty si è scelto come leitmotiv un concetto di grande ispirazione: “brigata e lavoro di squadra”. In cucina così come in tantissimi altri campi per avere successo è indispensabile affrontare le difficoltà in team, collaborare, raggiungere insieme un obiettivo comune.

Dal ristorante La Campaza di Ravenna è uscito forte e chiaro un messaggio: “Condividere è il segreto per crescere, per essere competitivi, per offrire un ottimo servizio al cliente che possa soddisfare anche le esigenze del mercato”.

Parola di Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia, che come nel 2016 ha deciso di affidarsi a noi di Inside Factory per un supporto nell’organizzazione dell’evento più atteso dell’anno. Abbiamo chiesto a lui un resoconto della giornata.

Davanti a 250 persone il 6 e 7 ottobre è andato in scena il secondo NextParty organizzato in collaborazione con Inside Factory. Questa nuova sinergia trovata è un elemento interessante, lavorare insieme si è rivelato utile, una modalità che ci permette di confrontarci. E dal confronto, si sa, nascono le idee migliori. Non ci sono imposizioni, tutto viene condiviso, discusso, analizzato in piena sintonia. In base all’esperienza maturata nel campo dell’organizzazione di eventi il team di Inside Factory propone il suo progetto, noi ci mettiamo del nostro, il confronto è costruttivo e così facendo riusciamo a trovare sempre il format migliore. L’evento su misura per noi”.

I punti forti di Inside Factory? Sicuramente la serietà, la professionalità, la disponibilità, qualità che oggi non sono così scontate. Il team composto da Samuel, Martina e Ylenia è sempre pronto e attento, preparato ad affrontare anche l’imprevisto dell’ultimo minuto, ad intervenire sulle modifiche dell’ultimo secondo. Che siano slides da sistemare o contenuti da rivedere, la squadra c’è e non si tira mai indietro”.

E’ stato fondamentale per noi il supporto nelle dirette social, Fb e Linkedin. Aver affidato l’attività ad Inside Factory ha significato riuscire a gestire con tempestività ed efficienza i contenuti dei post e le foto. Ci piace molto lo spirito con cui vengono accettati gli incarichi; l’entusiasmo e l’ottimismo che ci aiutano a prendere col sorriso tutto quel che succede. A trasformare anche l’eventuale inconveniente in un’esperienza di crescita”.

E a proposto di entusiasmo e sorrisi: il “NextChef” , team building culinario, è stata sicuramente una delle attività più coinvolgenti promosse da Nextmedia negli ultimi anni. Immersi nella natura del Parco del Ristorante, le 10 squadre di partecipanti dopo una breve presentazione sulla storia e le tradizioni locali, hanno scoperto la vera ricetta della piadina  cimentandosi nella preparazione del piatto romagnolo per eccellenza.

Oltre all’aiuto nella regia quest’anno ci è stato fornito supporto nella cura del template per le presentazioni dei vendor, nell’attività di recall, nella gestione del backstage. Abbiamo lavorato come una vera brigata. Il prossimo anno? Dobbiamo fare ancora meglio! Facendo tesoro di quello che è stato realizzato di positivo, lavoreremo ad un evento ancora più ricco di novità. Sarà il nostro ventennale. Un ottimo motivo per rimetterci, insieme, al lavoro e fare grandi cose“.

Vogliamo ringraziare Nextmedia srl per aver deciso di rivolgersi a noi per l’organizzazione della convention annuale dedicata ai Top Partners. Ci siamo presi cura del loro evento come se fosse nostro, cercando di svolgere i compiti assegnati nel migliore dei modi.

Ancora complimenti e grazie per la fiducia a Daniele, Matteo, Michela, Gianni e a tutto il team di Nextmedia.

 Il vostro successo è il nostro orgoglio!

E ora…Road to NextParty 2018!

Ylenia Cecchetti

Per scoprire tutti i nostri servizi relativi all’organizzazione eventi: www.insidefactory.it/events

Smart Working Day Roma, emozioni da sold out!

Smart Working Day Roma, emozioni da sold out!

Nel business le grandi cose non sono mai state fatte da una sola persona.

Sono realizzate da un team di persone”

Steve Jobs

Una partita si vince se il gioco di squadra funziona, se c’è intesa, collaborazione e sinergia. Ognuno ha il suo ruolo: che tu sia attaccante o difensore l’importante è impegnarsi tutti insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. L’unione fa la forza, non è solo un luogo comune. E’ con questo spirito che Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely, tre realtà specializzate nella formazione e nella consulenza in ambito Smart Working, hanno dato vita alla prima edizione dello Smart Working Day Tour.

Ma come è nato il progetto? L’idea di un tour dedicato ai temi del lavoro agile è saltata fuori a maggio, quando il Senato ha dato il via libera al ddl sul lavoro autonomo. L’Italia, finalmente, ha una legge sullo Smart Working. E’ il momento giusto, questo, per raccontare ai responsabili delle risorse umane, HR experts e anche ai liberi professionisti come si fa a diventare Smart Worker e quali sono gli step da seguire per abbracciare questo modello professionale “di rottura” e rivoluzionario. Quali strumenti utilizzare per affrontare il cambiamento. Perchè non farlo organizzando un evento formativo di valore che coinvolgesse esperti del settore, docenti e manager aziendali?

La data zero, quella di Milano nel mese di luglio ci ha dato la spinta giusta per proseguire con altre tappe in tutta Italia. Esperimento riuscito! L’evento in Lombardia è stato talmente apprezzato che il progetto è cresciuto: e così lo Smart Working Day il 3 ottobre è approdato a Roma. La capitale, per un giorno, anche del lavoro agile. Oltre 300 iscritti e 150 partecipanti, un piccolo grande record che ci ha riempito di orgoglio.

Sold out! I lavori sono iniziati alle 10 nei locali di eFM con il tutto esaurito in sala ed un altro spazio allestito per l’occasione, all’interno del quale poter seguire la diretta streaming.

Dopo i saluti ed il benvenuto ai partecipanti da parte di Daniele Di Fausto, Ceo di eFm, si è aperta la sessione workshop con l’intervento di Andrea Solimene, CEO e coFounder Seedble. In “Smart Working: lusso o sopravvivenza?” Andrea ha parlato dell’importanza di introdurre il lavoro agile in azienda e di quali siano i passaggi da seguire. Di come il nuovo approccio al lavoro basato su responsabilità, fiducia e flessibilità, possa rappresentare una soluzione per accelerare il cambiamento e innovare il modo di lavorare in maniera più collaborativa, funzionale e dinamica.

A seguire, spazio agli Sponsor con la prima parte della Speech Session, un momento dedicato ai Vendor che hanno avuto l’opportunità di presentarsi illustrando le proprie soluzioni e le novità aziendali.

Tempo di Salotto Live, il momento del confronto a più voci, un collage di esperienze e di vissuti che ha raccolto tre storie diverse sullo Smart Working. Alberto Mattei, Fondatore di www.nomadidigitali.it,  ha portato il suo contributo da professionista “che ama viaggiare e sogna di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi finalmente libero di  vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità del web“. Se il nomade digitale non si sposta per lavorare ma lavora spostandosi, è venuto spontaneo chiedere quanto peso abbiano gli spazi in un conteso di mutamento del lavoro stesso, del modo di vivere e dei luoghi fisici di lavoro. Ha risposto a questa domanda introducendo il tema del Workplace Flexibility Daniele Di Fausto, raccontando come la rivoluzione digitale stia trasformando gli uffici in smart building, luoghi sostenibili, sempre più coinvolgenti, efficienti. In spazi di collisione e a misura di Smart Worker. Silvia Giorgi e Laura Nurra della Direzione delle Risorse Umane di American Express Italia, che hanno curato il lancio e l’implementazione dello Smart Working, hanno condiviso il case history sulla loro riorganizzazione aziendale illustrando vantaggi ed opportunità del lavoro agile dal punto di vista dell’azienda e da quello del dipendente.

La parola è andata poi a Giovanni Battista Pozza, coach e founder di Be Happy Remotely, esperto di felicità al lavoro ed employee experience. Nel talk “Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” ha lanciato un messaggio importante: il remote working non è un limite, l’online è un’opportunità che può trasformarsi in business. 

Dopo il Light Lunch, Giada Susca e Valentina Marini hanno tenuto lo speech su “L’educazione digitale alla base dello SW“, presentando il progetto di #GalateoLinkedIn e fornendo indicazioni utili al corretto comportamento da tenere sul social network professionale più conosciuto e frequentato.

Con Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, l’attenzione si è concentrata su “Smart Worker: come vincere la produttività con i giusti alleati con i principali nemici”. Una serie di consigli, tools e suggerimenti su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker. 

E’ stato ancora il turno degli Sponsor con la Speech Session pomeridiana di “Noi e lo Smart Working” che dopo il coffee break ha ceduto il passo all’avvocato Sergio Alberto Codella dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners. Il workshop “Nuove regole per lo smart working: un punto di svolta?” è stato dedicato alla verifica di tutele e garanzie per aziende e lavoratori sul testo normativo che disciplina lo Smart Working.

Prima dei saluti è stato rilasciato l’attestato di partecipazione a tutti i presenti. Tanti sorrisi e un click, uno scatto di gruppo ha catturato le emozioni della giornata.

Un grazie doveroso e moltiplicato per 300. Grazie a chi ha condiviso con noi questo successo, un “goal” importante anche se la partita non finisce qui. Grazie ad Andrea e Giovanni, co-organizzatori del tour, a Daniele Di Fausto, Emiliano Boschetto Daniele Vezzani, che hanno messo a disposizione la loro splendida sede per ospitare l’evento. Grazie a Valentina Marini e Giada Susca, Alberto Mattei, a Sergio Alberto Codella e a tutti gli Sponsor Flavio Patria, Andrea Belardinelli, Enrico Cicculli, Giovanni Cristi di AVM, Marco Anselmi di VoipVoice, Massimo Maggiora e Angelo Malaspina di IWGroup, Alessandro Vitali di Jabra, Simone Albanini di Sennheiser e Francesco Martizi di Cisco.

Lo #SWD17 è scambio, formazione, voglia di fare networking e di creare relazioni. Un gioco di squadra.  E ora avanti con il prossimo appuntamento: 8 novembre, destinazione Napoli.

Per conoscere e iscriversi alle altre tappe del tour: www.smartworkingday.it 

Stay Tuned!

Ylenia Cecchetti