Web Marketing Festival 2017: I Cento Passi

Contavo i passi l’anno passato quando tornavo dal Web Marketing Festival.
Erano stati due giorni pieni di stimoli che mi costrinsero a fare i conti. Con me stesso.
Mentre guidavo, io me lo ricordo bene, contavo i passi che mi separavano dai miei obiettivi. Volevo fare il relatore al Festival, volevo organizzare eventi come il Festival, volevo creare un’energia come quella che avevo vissuto in quei due giorni del WMF.

Così il primo passo è stato creare Inside Factory.
Inside Factory è un’idea, una follia, che nasceva da dentro, da un’emozione, da un’esigenza. L’esigenza di affrontare mondi nuovi, nuove connessioni, nuove realtà.
Cercare di creare emozioni (Inside) attraverso nuovi format (Factory).

Il secondo passo è stato realizzare un corso di formazione professionale, BeSocial, sui Social Network per Elite Academy. Un corso mio, fatto delle mie esperienze e dei metodi che ho messo in atto in questi anni. Tutto però basato sulle emozioni e le motivazioni.

Il terzo passo è stato organizzare le convention di snom e Nextmedia. Ci abbiamo messo l’anima, ci abbiamo messo una cura pazzesca nei dettagli e abbiamo cercato di suscitare, anche là, emozioni nei partecipanti, in location bellissime. Un bel tirocinio.

Il quarto passo è stato realizzare dei laboratori interattivi e raccontare storie ai ragazzi. Da come è nata Internet a come sono nati i Social Network fino ad arrivare a stilare le regole per contrastare il Cyberbullismo. Un privilegio lavorare coi bambini.

Il quinto passo è stato realizzare una Tournée formativa che toccasse tutta l’Italia. Da allora mi devo ancora fermare, la Tournée non finisce più. Dal nord, al sud, alle Isole, corsi su corsi. Emozioni su emozioni, never ending story.

Il sesto passo è stato realizzare un evento tutto nostro, Accelerare in Curva, un evento verticale sui Contact Center che è stato un bel successo e ci ha dato la consapevolezza che possiamo se vogliamo. Se vogliamo eccome se possiamo.

Il settimo passo è stato realizzare la Convention di Teles, dove io non ho fatto assolutamente nulla e tutto veniva gestito da Samuel, Martina, Ylenia. Un successo dove i miei colleghi hanno tagliato il cordone ombelicale dalla VoipVoice. Da quel momento NOI SIAMO Inside Factory!!

L’ottavo passo sono stati i Webinar, sempre più professionali, sempre più ricchi di contenuti fruibili da qualunque posto. E-Learning Generation!

Il nono passo sono stati i percorsi di formazione e di sviluppo marketing specifici per aziende ed enti, per Confindustria, per Confcommercio, per Confartigianato. Ormai le collaborazioni non si fermano più, i clienti aumentano. Oltre ai passi aumentano le soddisfazioni.

 

I passi fatti fin qua sono tanti e si concretizza l’idea di star realizzando un progetto che non è più una Start-Up ma una bella realtà, ecco questo si, mi sembra di sì. Insomma dai mi sembra proprio che ci siamo.

Proprio al Web Marketing Festival del 2017 abbiamo fatto un altro passo. Il decimoDue dei relatori erano di Inside Factory.

Io e Alessandro Frangioni abbiamo tenuto due speech che sono andati entrambi bene, ma con Alessandro che ha fatto il quasi tutto esaurito. Emozioni pure.

Eppure mi sembra che i passi non bastino.
Per realizzare una cosa come quella che ho vissuto nella due giorni di Rimini non bastano una decina di passi, ne servono 100. Più energia, più spinta, più propulsione, più lavoro, più costruzione. Possiamo, dobbiamo migliorare, crescere. METTERCI PIÙ PASSIONE. Passare più notti insonni.

Il nostro non è un semplice lavoro, Inside Factory non svolge semplici incarichi, cerca di realizzare SOGNI, sviluppare COMPETENZE.

 

Non solo.
Se venerdì e sabato ho imparato qualcosa è che se non c’è un’etica, un ideale verso il quale tendere, tutto è vano. Il digitale è un’occasione unica che può cambiare in meglio la nostra società, la nostra esistenza.

E lo dobbiamo fare ora, non tra due o tre anni. ORA!!!

 

Non sarà semplice, sarà difficilissimo, costruire qualcosa è sempre difficile ed emozionante. Abbiamo fatto 1, 2, 3, 4, 5, 10 passi, dobbiamo farne altri 90 per arrivare ai 100 passi.

 

Grazie a Cosmano Lombardo, a Giorgio Taverniti e a tutto lo staff del Web Marketing Festival per questa immensa adrenalina che mi avete trasmesso.

Oggi come un anno fa torno e conto i passi.

Ci troveremo il prossimo anno e vedremo quanti passi avremo fatto.
Insieme.

Tutti insieme!

 

A cura di Simone Terreni 

 

Smart Working: una nuova cultura professionale

Da un grande potere derivano grandi responsabilità” ammoniva con sguardo benevolo Ben Parker suo nipote Peter. È grazie anche quella frase che poi Peter Parker, alias l’Uomo Ragno, deciderà di combattere i ladri che infestano la città di New York e di affrontare le terribili minacce dei vari supercriminali.

La storia de l’Uomo Ragno, il personaggio immaginario dei fumetti creato dallo scrittore ed editore Stan Lee e dal fumettista Steve Dikto, pubblicato per la prima volta dalla Marvel Comics nel 1962, ha fatto il giro del mondo. Tradotto in tutte le lingue, riproposto in versione cinematografica e cartone animato, l’Uomo Ragno è, insieme a Batman e Superman, uno dei tre supereroi più conosciuti nella storia dei fumetti.

La striscia originale racconta la vita di Peter Parker, timido studente del Queens che, rimasto orfano, è adottato dagli zii. Durante una normale visita scolastica ad un laboratorio, viene morso da un ragno e ne acquista magicamente i poteri: forza fisica, agilità, capacità di tessere le reti e di aderire a qualsiasi superficie. Dopo aver pensato inizialmente di sfruttare queste nuove capacità per trarne profitto economico, l’improvvisa morte degli zii causata dal ladro che precedentemente Peter si era rifiutato di fermare lo porta a riflettere e lo convince sulla necessità di utilizzare le sue forze in maniera responsabile per aiutare il prossimo in difficoltà e diventare un paladino della giustizia.

Malgrado i suoi poteri, Peter continuerà ad affrontare sempre i problemi quotidiani, sostenendo il peso della sua doppia vita, quella dello studente e quella del supereroe. Ed è qui che si inserisce il concetto di responsabilità, nei confronti di se stessi e degli altri, del gruppo.

Sulla logica del prendersi delle responsabilità si basa proprio lo Smart Working, il cosiddetto “lavoro agile“, tematica alla ribalta in questi giorni per l’approvazione del nuovo decreto legislativo che lo ha regolamentato. Quando si parla di Smart Working si tende infatti banalmente a riassumerlo come la possibilità di lavorare per un giorno da casa, “evadendo” dalla postazione fissa in ufficio – possibilità che in questo momento è utilizzata principalmente dalle grandi aziende, piuttosto che dalle PMI, per offrire ai loro dipendenti un migliore Worklife balance.

 

 

Ma lo Smart Working è soprattutto molto di più. È una cultura professionale che si basa su:

  • Riorganizzazione della logica manager/titolare-dipendente/collaboratore con la creazione di una nuova struttura organizzativa aziendale dove diventa fondamentale il rapporto di fiducia e la collaborazione.
  • Implementazione professionale di tecnologie innovative come gli strumenti di Unified Communication & Collaboration, in un’ottica di autonomia relativa allo spazio. Il confronto con i colleghi/titolare lo si ha attraverso Web Meeting Room e Conference Call. Il tutto nel rispetto del principio della mobilità.
  • Ridefinizione del concetto stesso di “tempo”: le canoniche 8 ore lavorative da ufficio vengono spalmate all’interno di un’intera giornata, le attività lavorative sono gestite in virtù di una precisa calendarizzazione di questioni “urgenti” – “importanti” – “attività ordinaria” il cui fine ultimo è il raggiungimento degli obiettivi.
  • Nuova valutazione del lavoro: non serve essere presente in ufficio per dimostrare quello che è il rendimento professionale, la persona viene valutata in relazione al raggiungimento di obiettivi condivisi precedentemente, obiettivi aziendali e personali che comportano anche un maggior attaccamento del professionista al brand stesso.
  • Singolarità/Gruppo: oltre alla valorizzazione del ruolo del singolo, responsabilizzato sugli obiettivi, il lavoro agile si basa molto sull’importanza del gruppo e sulla relativa forza. Se ognuno lavora in conformità con quelli che sono gli standard da raggiungere, se si predispongono momenti di condivisione e confronto, se “tempo, modo, spazi” esonerano dal “layout delle 4 mura aziendali” l’azienda non potrà che giovarne.

Attivare lo Smart Working all’interno di una realtà imprenditoriale comporta quindi impegno e prendersi delle responsabilità, sia a livello di direzione (che deve rideterminare il lavoro con i propri dipendenti) sia a livello di singoli (che devono apprendere nuove skills per attuare il lavoro agile). “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità“: poter essere più indipendenti e flessibili rispetto a tempo e spazio, deve essere necessariamente collegato al rispetto di metodi di lavoro precisi, collaborazione con i colleghi in un clima di fiducia e di sviluppo, condivisione di obiettivi e raggiungimento degli stessi. Ecco lo Smart Working.

Per questo è importante non “lanciarsi” a caso nello Smart Working ma fare formazione, conoscere quelle che sono le modalità di attuazione del lavoro agile all’interno di altre aziende, ascoltare i Case Studies e capire i processi che hanno permesso lo sviluppo dello Smart Working come cultura professionale, testare direttamente gli strumenti che lo supportano (pensiamo alle Cuffie, alle piattaforme di Conference Call, al centralino in Cloud etc). Fare pratica. Per crescere.

Per tutto questo a Milano, il 05 luglio c’è lo SMART WORKING DAY, un evento dove cercheremo di rispondere a queste domande: Che cos’è lo Smart Working? Quali sono le aziende che lo utilizzano? Chi sono gli Smart Workers? Ma soprattutto, come si fa a diventarlo?

QUI trovate il link per l’iscrizione, l’agenda della giornata e le tematiche che verranno affrontate. La partecipazione è gratuita. Vi aspettiamo!

Martina Giacomelli

La Lead Generation per far crescere il tuo Business: dalle landing page alle strategie Social, ecco come.

In un mercato così competitivo come quello in cui viviamo oggi, dove il digital fa da padrone, ci troviamo spesso ad assistere ad una guerra fra titani,  che viene giocata a colpi di tecniche e strategie di ADV sul Web.

Proprio così, le migliori prestazioni in campo promozione sono quelle in cui le strategie digitali riescono a raggiungere il giusto target con un messaggio che nella maggior parte dei casi sembra voler dire: scegli me!

La Lead Generation, o meglio tradotta in italiano con “mezzo per generare possibili nuovi clienti”, é una delle parole più gettonate e ambite da molte aziende e professionisti: d’altronde, chi non vorrebbe riuscire a trovare il mezzo più efficace per trovare nuovi potenziali clienti? Tuttavia, credetemi, non è così semplice come sembra.

Alla base della Lead Generation c’è, senza alcun dubbio, l’ascolto. Sì, perché è necessario conoscere bene il proprio target per ottenere risultati, non c’è altro modo. E’ proprio come nei rapporti ‘live’: l’unico modo per comprendere l’altro è proprio guardando come si comporta, ascoltando come si esprime, quali sono i suoi interessi, solo così riusciamo ad avere una visione d’insieme. Una volta che sei riuscito a conoscere il tuo target saprai come comportarti e, di conseguenza, come comunicare. Per quanto riguarda tutto il resto: Facebook ADV, Google AdWords, Email Marketing ecc, saranno il tuo mezzo per profilare e raggiungere con precisione le persone giuste.

Non basta dunque riuscire a trovare una buona strategia per incuriosire il visitatore tramite un semplice post su Facebook , ma è necessario che compia l’azione desiderata – che sia un’iscrizione, l’acquisto di un biglietto o prodotto.

Relativamente a quest’ultimo processo, ci sono attenti studi che analizzano proprio il percorso oculare che il visitatore compie con lo sguardo su una pagina di atterraggio, o su quali sono le domande più frequenti che esso si pone. E’ necessario che ogni pagina di atterraggio contenga tutte le informazioni necessarie per soddisfare anche il minimo dubbio o curiosità, per questo vanno posti “i giusti input nel giusto posto”. Quella che otteniamo è una “Landing Page”.

La Landing Page è la pagina di atterraggio all’interno di un “processo di acquisto” e è qui che si gioca il risultato di un’attività promozionale.

Giusto per fare un esempio: decidi di dedicare un budget per una campagna ADV di € 1.000,00 per avere nuovi contatti di possibili clienti. Investendo le stesse € 1.000,00 in ADV su Facebook e AdWords ottieni 2.300 click che puntano alla tua landing page e chiedi, in cambio di qualcosa, il loro contatto mail (quindi € 0,43 a click) ma, nei report a fine campagna trovi solo 350 contatti, significa che il costo di ogni singolo contatto è stato di € 2,85. Questo significa che l’85% dei cliccatori sono atterrati sulla landing page ma, per qualche motivo, non sono stati convinti a lasciare i propri recapiti in cambio della cosa offerta.

Una buona e attenta strategia di landing page vede uno studio che mira ambiziosamente ad abbattere il più possibile l’indice di defezione come, nel caso riportato sopra, dell’85%. In questo modo l’azienda ottimizza i costi raddoppiando le opportunità grazie al taglio netto del costo per singolo contatto.

Durante la seconda tappa di SMAU 2017 a Bologna, venerdì 9 giugno alle ore 16:00, presso l’Area SMAU Academy terremo un Workshop dedicato proprio a questo tema, dal titolo “Tutti i segreti della lead-generation: dalle landing page alle strategie”.

L’obiettivo principale del workshop è illustrare le migliori tecniche per l’acquisizione di contatti (lead) utilizzando strategie di advertising con Google AdWords, Facebook Ads e Instagram.

Faremo molti esempi pratici, basandoci su case-studies reali, in modo da illustrare le varie tipologie di strategie per vari e diversi settori: dal B2B al B2C. Seguiremo 4 step: analisi, pianificazione, sviluppo e report. Entreremo nello specifico delle landing pages e, uno dei punti fondamentali di tutto il piano, sarà analizzare il comportamento degli utenti e le tecniche per migliorarle in modo da renderle efficaci. Ci soffermeremo sulle impostazioni dei tools di web analytics, per un tracciamento corretto di obiettivi e conversioni fino ad arrivare all’impostazione strategica delle campagne scelte per la promozione, con accenni a Facebook Ads, Instagram Ads, Google AdWords, Linkedin Ads e Email Marketing. Concluderemo con report ed esempi pratici applicati ad alcuni clienti.

Nello speech analizzeremo 3-4 campagne di clienti reali, che hanno raggiunto e stanno raggiungendo risultati importanti, soffermandoci su come:

– migliorare la qualità delle landing pages e tracciare i comportamenti delle persone.

– migliorare l’approccio mobile.

– migliorare le campagne su AdWords, Facebook Ads e Instagram.

Se anche per te l’ottimizzazione dei costi, soprattutto nelle attività di ricerca dei nuovi contatti, è un aspetto sensibile, allora passa a trovarci a SMAU. Avremo modo di aiutarti a trovare la migliore strategia per il tuo Business.

BIGLIETTO GRATUITO PER SMAU BOLOGNA >

ISCRIZIONE GRATUITA AL WORKSHOP>

Alessandro Frangioni

alessandro.frangioni@insidefactory.it – 055 0763100

Come cambia la formazione

Il futuro della formazione? In una, anzi due parole: Active Learning. Che passa però da un ambiente flessibile e smart. Divanetti, cuscini, sgabelli e tavoli riconfigurabili. Vi siete mai chiesti quanto un’organizzazione innovativa e non casuale dello spazio fisico nel quale si lavora influenzi rendimento e concentrazione? Ammettiamolo, ormai il tempo delle lezioni ex cathedra è superato. Gli studenti sono cambiati e con loro il modo di fare formazione: è una generazione di nativi digitali, questa, per i quali va trovata una metodologia di insegnamento del tutto diversa da quella tradizionale. E anche le aule, di conseguenza sono cambiate.  O almeno dovrebbero.

L’apprendimento nel 2017 è attivo e si fa in condivisione. Si è abituati ad accedere al sapere con un clic, tramite i propri device. E’ qui che nasce l’esigenza di lavorare o studiare in ambienti dinamici, dotati di sistemi di arredo in grado di trasformarsi, adeguarsi in modo rapido ed intuitivo alle necessità che emergono durante le lezioni. Ambienti in grado di favorire la concentrazione del singolo o del team. In Italia meno, ma in Europa molto di più. Si cominciano a vedere anche negli edifici pubblici spazi dedicati al co-working, a sessioni di brainstoarming,  a lezioni di empowerment.

Aule ad alto impatto innovativo, che a pensarci dieci anni fa sarebbe stata fantascienza.  Stando ai fatti, però, la maggior parte delle aule formazione sono concepite per un apprendimento passivo, un aspetto al quale non poniamo troppa attenzione. Layout fissi e arredi con mobilità limitata invece rappresentano una sorta di barriera dell’apprendimento impedendo la comunicazione e la collaborazione. Anche l’accesso alla tecnologia, variabile da un’aula all’altra è spesso difficoltoso, di conseguenza  scarsa è l’integrazione dei sistemi.

Ma la questione va guardata nell’insieme. Spazi,  tecnologia e pedagogia devono lavorare in sincronia per costruire un apprendimento attivo nuovo.  Se ci fosse un motto sarebbe: Active mind, active learning e active spaces.  Curioso sottolineare come in realtà il concetto di active learning non sia farina degli anni Duemila. Sta ad indicare tutti i metodi di insegnamento che si basano sull’autoapprendimento e sul learning by doing (imparare facendo).

Largo all’interazione, quindi, ai giochi di ruolo, ai dibattiti, ai casi di studio, alle discussioni. Un approccio all’istruzione che fu reso noto da Charles C. Bonwell e James A. Eison già nel 1991 (Active Learning: Creating Excitement in the Classroom).

Una risorsa fondamentale per l’active learning è l’E-learning, ovvero imparare sfruttando la rete internet e la diffusione di informazioni a distanza.

Flessibilità e accesso ai contenuti 24 ore  su 24 sono solo due dei tanti vantaggi offerti dalla formazione online. Il grande salto però non è ancora stato fatto: sebbene il 95% degli studenti possieda un telefonino o un tablet, ancora è lunga la strada per veder salire in cattedra lo strumento più diffuso che c’è.

L’auspicio è che presto la nuova strada della formazione sia percorsa; Inside Factory ci crede e sta già promuovendo attività mirate all’apprendimento dinamico ed efficace.

Torna dal 12 al 28 del mese prossimo Inside E-Learning Giugno, la nuova sessione di Webinar per i professionisti e gli appassionati del settore ICT. Scopri tutti i corsi online proposti nella nuova edizione ed iscriviti!

Per chi invece si fosse perso le passate edizioni, c’è E-Learning Replay, la possibilità di poter rivedere tutte le registrazioni dei corsi online.

 

 

Active learning è anche questo.

Ylenia Cecchetti

 

 

Organizzare eventi nell’era degli eventi? Si, ecco come!

Organizzare eventi nell’era degli eventi? Si, ecco come!

Lui: “Dai, facciamo un evento!”
Io: “ok, ma cosa? Vuoi fare un workshop, un seminario commerciale o una Convention?”
Lui: “Noo, ma che workshop! Un semplice evento. Mica ci vuole tanto!”
Ecco, iniziano proprio così le iniziative che poi finiscono con risultati mediocri o, molte delle volte, sotto le aspettative. Già, perché spesso si pensa che organizzare eventi sia cosa semplice, ma non è così. Sì perché ciò che maggiormente conta è la percezione dei partecipanti. Proprio così, ciò che riescono a ricevere da quel momento e, di conseguenza, cosa riusciamo a trasmettere.
Spesso questo aspetto viene messo da parte, le aziende hanno budget ma zero tempo da dedicare.
Se posso permettermi, dato che ne ho visti passare di eventi sotto i ponti, posso affermare senza alcun dubbio che di base, l’errore più grande, è che non viene pianificato alcun format prima.
Oggi realizzare eventi è all’ordine del giorno, ci sono decine di eventi, soprattutto nel settore ICT, dove almeno l’80% (giusto per essere positivo) sono “marchette”. Non ci rendiamo conto che oggi il tempo è denaro e non c’è tempo per vedere delle iniziative commerciali in cui, anche solo visitando semplicemente il sito Web dell’azienda con una breve e-mail di richiesta info, è già possibile ricevere gli stessi contenuti.
Sento che stai pensando “hai ragione, allora dimmi te come deve essere realizzato un evento!”. Non posso far altro che risponderti “certo! ;-)”
Cercherò di elencare alcuni step che ritengo fondamentali per organizzare un evento, poi ti dirò anche cosa applichiamo noi nel nostro metodo:
  1. Format: è fondamentale stabilire la vision, i partner e l’obiettivo. Dopodiché impostare bene tempi, break nei momenti giusti e agenda.
  2. Contenuti: dovete avere una cura “maniacale” nei contenuti. Questi sono alcuni dei maggiori punti di valutazione che i partecipanti inseriscono nel proprio form mentale di feedback post evento.
  3. Promozione: metti in rilievo i punti di valore che saranno affrontati durante l’evento in ogni attività promozionale.
  4. Location: qui non fare il “barbone”! Valuta bene la qualità della struttura e che sia facilmente raggiungibile. Inoltre ricorda che siamo italiani, quindi ci piace mangiare bene. 😉
Quattro regole semplici (si fa per dire) e lineari per passare da un evento “scarso” a “buono”.
Però noi di Inside Factory non ci accontentiamo del semplice “buono”, vogliamo sempre che sia un SUCCESSO!
Quello che ci caratterizza è proprio la tenacia nel voler realizzare un grande evento, questo volendo applicare un nostro format basato sull’emozione. Proprio così: l’emozione!
Chiunque provi emozioni sa che la cosa più bella è quando la stessa viene condivisa, con altri partecipanti o con gli stessi organizzatori, e è, a parere nostro, proprio per questo che vengono chiamati “eventi”. Sono momenti in cui contenuti di valore ed emozioni ti lasciano impalato con gli occhi spalancati verso i relatori.
Non c’è una formula precisa per trasmettere emozioni, ogni caso viene analizzato con cura, senza trascurare alcun dettaglio. Certo, alcuni principi di base ci sono, come la musica, le storie e le persone che si aprono pubblicamente: questi senza alcun dubbio sono fattori che trasmettono emozioni. Infatti è proprio così che lavoriamo: la musica è sempre presente durante tutta la durata dell’evento, la storia e le persone che si rendono trasparenti (fornendogli il giusto supporto) sono punti cardinali che tracciamo con tutto il nostro impegno.
Di la verità, adesso hai una gran voglia di realizzare un bell’evento!😉
Allora perché non ci coinvolgi? Contattaci e senza alcun impegno ti aiuteremo a fare chiarezza.

Perchè fare formazione online

Non serve il banco di legno. Dimentichiamo inchiostro e calamaio, e pure il gessetto. La lavagna è un vecchio ricordo: largo alla formazione 2.0, le lezioni che puoi seguire da qualsiasi parte del mondo, in qualunque momento della giornata. Basta un click.

In una società in perenne evoluzione dove il sapere cresce, le tecnologie si evolvono, anche le modalità di apprendimento cambiano. Ma resta una costante: la voglia di imparare, aggiornarsi, perfezionarsi. La formazione digitale si rivela in tal senso uno strumento efficace, utile ad un rinnovamento organizzativo mirato. Le giornate lavorative spesso sono dense di impegni: siamo assorbiti, pressati dalla lancetta che gira all’impazzata. Non c’è mai tempo per mollare la scrivania e correre a quel corso di formazione che ci interesserebbe tanto. Fortuna che c’è il Web-based seminar, meglio conosciuto come Webinar.

Tagli sensibili dei costi, risultati in termini di visibilità e ampliamento del proprio bacino di clientela.  Sono solo alcuni dei vantaggi offerti dagli online training, un elenco parziale se si considerano anche la possibilità di comunicare con molte persone contemporaneamente, quella di erogare formazione online dal vivo e di qualità e quella di creare momenti di confronto con esperti.

La nuova tendenza dei corsi di formazione o approfondimento sul web, non è una moda del momento ma anzi, è destinata a durare! Gli utenti infatti avranno sempre più problemi di tempo da poter dedicare alla formazione. A conferma di questa tesi, abbiamo raccolto le dichiarazioni degli operatori del settore ICT reduci da un’esperienza di formazione online.

 

Tra i partecipanti alla passata edizione di Inside E-Learning c’è Maximilian Moccia Pre Sales Engineer at Cambium Networks.  “Il valore aggiunto di formarsi sul web sta sicuramente nella possibilità di raggiungere in maniera rapida una platea di persone più ampia. E’ importante poter diffondere le informazioni in maniera veloce rispetto al metodo tradizionale dove devi trovare il tempo per organizzare un corso nel quale è richiesta la presenza fisica. Poi, pensiamo alla velocità con cui il messaggio arriva. L’altra possibilità rilevante della formazione online è quella di poter gestire in maniera mirata i contenuti che si vogliono comunicare, in modo tale da poter fornire in quei pochi minuti a disposizione informazioni chiave che vengono trasmesse alla platea. Noi facciamo spesso attività di Webinar, che poi sono propedeutiche al marketing. Perché abbiamo scelto come soluzione Inside Factory? Sarà banale ma…la squadra è preparata e fa bene il proprio mestiere”.

Prendere parte ad un seminario trasmesso online significa interagire durante il corso anche se virtuale, conoscere persone, creare una rete di contatti con i quali avere scambi di opinione.

Chi lavora in questo ambito – conferma Roberto Beneduci, Ceo di CoreTech Srl, altro professionista entusiasta dell’esperienza di E-Learning- deve necessariamente formarsi. Costantemente. Il mercato ha bisogno di persone preparate, competenti e aggiornate. E’ per questa ragione che puntiamo molto sulla formazione dei nostri partner. Nel primo trimestre del 2017 abbiamo tenuto oltre 30 Webinar. La formazione online consente di togliere la maggior parte degli ostacoli che ci sono nella via della formazione: tempo, luoghi e costi. I Webinar generalmente durano poco e comprimono le informazioni. E’ possibile seguirli ovunque ci si trovi, basta avere un browser web. Non ci sono quindi tempi morti. Consideriamo, inoltre, che costano di meno dei corsi tradizionali o addirittura sono gratuiti”.

Della stessa idea è Flavio Patria, Project Manager at AVM. “Ad Inside Factory ci lega l’aspetto della qualità della formazione, sulla quale ci troviamo d’accordo. La qualità della proposta è importante ed Inside Factory riesce a coinvolgere veri esperti del settore che veicolano le informazioni sui canali giusti. Questo permette una larga partecipazione ai seminari, supportata dai numeri”.

Flessibilità, ottimizzazione dei tempi e dei costi. “Dalla parte di chi fruisce della formazione – prosegue Patria–  è da evidenziare l’aspetto della mobilità. Di idee, di pensieri, di spazi. Sfruttare l’online significa essere svincolati dallo spazio fisico e temporale.  Oltretutto le competenze acquisite tramite i tutorial possono essere registrate e fruibili in un secondo momento.  Internet è una biblioteca infinita di informazioni ma non sempre si hanno il background o gli strumenti per capire.  Lasciarsi guidare da un esperto che fornisce le linee guida per indirizzare al meglio la fruizione è un’opportunità molto grande. Dal punto di vista di chi organizza Webinar posso dire che il vantaggio è strategico. E’ un modo per fare educational marketing, branding, trasferire il know how. Il ritorno business e di immagine non è immediato, ma c’è. Durante i Webinar si creano le condizioni necessarie per sviluppare buone opportunità in futuro, con potenziali partner”.

Perché è importante oggi fare formazione online? Secondo Andrea Rizzo, Co-Ceo Elmat S.p.A, “Si ha la possibilità di pianificare più incontri formativi dando voce all’azienda e costruendo la propria credibilità nel settore. E’ molto importante interagire con i clienti e condividere conoscenze con le persone che ruotano attorno alla nostra realtà. L’appoggio di Inside Factory è stato cruciale per la fase di recruitment, dandoci la possibilità di raggiungere un bacino più ampio di nuovi contatti qualitativamente in target con il nostro settore. Questo ci ha permesso di disperdere meno energie interne da dedicare al processo di sponsorizzazione dell’incontro formativo, ottenendo riscontri più performanti“.

Aula virtuale? Sfida accettata!

Ylenia Cecchetti

Hurry up: sono aperte le iscrizioni per i vari Vendor che vogliono partecipare alla prossima edizione di Inside E-Learning che si terrà dal 05 al 16 giugno! Per informazioni e per capire le modalità di partecipazione, è possibile contattare il reparto marketing tramite mail all’indirizzo marketing@insidefactory.it oppure chiamando il numero 055 0763100.